“Io non lo conoscevo, ma…..”. Questa frase si legge per ben due volte nel brano di questa domenica. Una frase che mi fa bene, che mi piace.

Mi piace soprattutto quella congiunzione avversativa “ma”, perché mi parla di capacità di vedere, di apertura, di ascolto, di movimento: “…. ma sono venuto….” – “…. ma colui che mi ha inviato….”.

Il Battista non è fermo. Non si arrocca nella sua “ignoranza”, non si siede; la sua mente, il suo cuore, i suoi piedi sono in movimento! Va dietro a quell’uomo “che è avanti a lui, che è prima di lui” e nel seguirlo, quell’Uomo si svela, “è il Figlio di Dio” e Giovanni così lo conosce e così lo testimonia.

Quanto “mi metto in movimento” dietro al Signore per lasciare che si sveli anche nella mia storia?

(Gv 1,29-34)

suor Donatella Lessio

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