Nel brano del Vangelo proposto in questa domenica Gesù è onesto con i suoi discepoli e ricorda loro che la loro sorte sarà simile a quello del maestro. Ecco allora che per ben tre volte Gesù dice loro: “Non abbiate paura”.

Gesù ci esorta ad affrontare la vita con coraggio. Ci vuole coraggio nel parlare chiaro e nel gridare coi fatti il messaggio di Gesaù, nel non temere la persecuzione e la morte del corpo e nel non vergognarsi di Cristo dinanzi agli uomini. Noi tutti siamo abitati da molteplici paure, eppure ciascuno di noi avrà sperimentato che la paura diventa il nostro destino solo quando non la riconosciamo e non l’affrontiamo. Quando invece la identifichiamo e l’accogliamo, la sappiamo vincere e diventa un passaggio, una liberazione.

Il Signore ci ricorda che non c’è paura, morte, croce che in Lui non possa trasformarsi in liberazione, rinascita, vita nuova. Riconoscere il Cristo davanti agli uomini allora è molto di più che parlare di lui o associarsi alla comunità dei cristiani ma è solidarietà totale con il Suo mistero di morte e resurrezione, perché la sequela ci plasma a divenire un’unica cosa con il Signore. Che gioia e che grazia!

Mi chiedo con franchezza: “Quanto sono disponibile a guardare in faccia alle mie paure e credere che il Signore mi darà occhi e cuore nuovi per superarli?”

(Mt 10,26-33)

suor Lucia Corradin

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