Il Vangelo ci mostra due situazioni. La prima avviene durante la vita e mi mostra “ il ricco”, senza nome, che vive nel lusso e banchetta lautamente, e il povero “Lazzaro”, seduto alla porta del ricco. La seconda scena si svolge dopo la morte. Lazzaro si trova nella beatitudine e il ricco nell’infelicità.

Lazzaro gode della benedizione di Dio non perché è povero, ma per come vive la sua povertà. Il ricco non è condannato per la sua ricchezza, ma per il modo con cui l’ha vissuta. La ricchezza in sé non è un male, se viene condivisa diventa una grande opportunità di bene per tutti. Il male sta nell’indifferenza, nel vivere per se stessi, nel non vedere l’altro nella sua dignità di persona.

Come guardo i poveri che incontro e come mi prendo cura di loro?

(Lc 16,19-31)

suor Giuseppina Ceolato

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