Riflettendo su questo Vangelo ho immaginato Gesù, che con passo deciso, va da Giovanni a farsi battezzare. Ho pensato alla stessa fermezza, forza che lo porterà a Gerusalemme, consapevole della passione che si compirà: Dio ci vuole a sé, salvati, amati, felici, a tutti i costi.
Gesù è la “porta” alla vita di Dio. Entrare nell’acqua del Giordano è fondamentale per partecipare e condividere la realtà umana: è acqua che lava, rigenera, dona vita nuova, non a Lui, ma a noi. Penso al mio quotidiano, a momenti belli e sofferti, di quando il mio ego un po’ si riduce e mi scopro capace di chiedere scusa, di ascoltare e di essere più attenta agli altri e una voce che soddisfatta dice: questi è mia Figlia! L’Amata! Il mio compiacimento! Realmente ogni giorno ho bisogno di immergermi, far morire qualcosa di me muore per dare spazio al nuovo, alla vita.
Mi chiedo: quale atteggiamento devo correggere per rinnovarmi nelle relazioni?
Come risentimenti, il voler avere ragione o l’ultima parola, la critica.
Ho qualcuno che mi aiuta a fare chiarezza, a cui chiedere consiglio?
Giovanni il Battista invitava alla conversione, ad agiti concreti.
È nel fare e ricercare la verità di me, è nel scegliere il bene, che colgo la voce compiaciuta del Padre che mi chiama Figlia Amata, diletta.
Buon cammino!
(Mt 3,13-17)
suor Roberta Ceccotto
