…e allora continuiamo a camminare insieme!
A Casa Santa Sofia anche quest’anno riprendono i percorsi di spiritualità per giovani. Ci saranno delle novità ma, data la buona riuscita, insieme ai frati francescani conventuali del Centro francescano giovani della Basilica di S. Antonio a Padova, proponiamo il percorso vocazionale, un percorso di educazione all’affettività e un ciclo di incontri per conoscere meglio le opere di misericordia corporale incontrando le numerose realtà che vivono la carità evangelica.
Qui sotto, per stimolare la tua curiosità, riportiamo le testimonianze dei giovani che hanno partecipato a queste esperienze nello scorso anno.
Ogni gruppo ha sintetizzato in un breve scritto quanto è stato vissuto negli incontri e il bene che si è generato. Per questo desideriamo continuiamo ad accompagnare i giovani con entusiasmo e credere in loro, in te!
In questa pagina trovi le informazioni per i percorsi 2024-2025
Corso vocazionale Porziuncola
Due parole che, ammettiamolo, possono fare un po’ paura. Ma forse, in questi mesi, abbiamo imparato che nella parola “vocazione” c’è molto più di quanto pensassimo prima di iniziare questo percorso.
Abbiamo esplorato il significato della vocazione a 360 gradi, lasciandoci interrogare dalla domanda: “Signore, cosa vuoi che io faccia?”. Abbiamo scoperto, passo dopo passo, che non si tratta solo di una “cosa da preti, suore o frati”, ma che riguarda profondamente tutta la nostra vita, tutto il nostro essere, tutta la nostra storia.
Chi sono io?
Una domanda che può sembrare semplice, ma che in realtà racchiude dentro di sé l’intera storia di ciascuno di noi. È una domanda che chiede di essere accolta, guardata, amata. Come palombari, siamo scesi nelle profondità del nostro cuore, cercando l’essenziale, andando alla radice di ciò che siamo, per ascoltare i desideri più veri e profondi che lo abitano.
In questo viaggio, una stella ci ha guidati.
Come i Magi, anche noi ci siamo messi in cammino seguendo una luce che ci precedeva: la luce della Parola, dell’ascolto, del confronto, del silenzio. Ma, alla fine, anche il percorso stesso si è rivelato una luce.
Ci ha illuminati dentro, aiutandoci a dare un nome a emozioni confuse, a sentimenti rimasti senza voce; ha sciolto dubbi e incertezze, ma soprattutto ha acceso nuove domande, più grandi, più vere. Domande che ci spingono verso una consapevolezza più profonda di noi stessi, verso una verità che non ci chiude, ma ci apre.
Ripartendo dalla grazia del Battesimo, abbiamo riscoperto che tutti siamo chiamati a seguirlo, ciascuno nella forma che Lui ci indicherà.
ChiTrovaUnTesoro -Vangelo e affetti
“Perché dov’è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore.”
Con questa frase ha preso forma il nostro percorso, nato da una domanda semplice ma profonda: “Dov’è il mio cuore? È lì dove desidero che sia?”
Abbiamo sentito il bisogno di metterci in cammino per ritrovare l’unità tra ciò che pensiamo e ciò che sentiamo, tra la mente e il cuore, tra ragione e affetti comprendendo che ogni vissuto affettivo ha diritto di cittadinanza dentro di noi.
In questo viaggio abbiamo imparato ad ascoltare le nostre emozioni, le quali rivelano una parte di noi che spesso tendiamo a nascondere. Riscoprire di essere fatti ad immagine di Dio e di essere unici ci ha resi consapevoli della ricchezza delle nostre differenze e dell’importanza di creare ponti attraverso il dialogo per far nascere incontri sinceri.
È solo l’amore vero e totale che ci aiuta ad andare in profondità, un amore che dobbiamo prima di tutto donare a noi stessi per poter essere persone aperte ed accoglienti. Amare sé stessi e conoscersi in profondità sono le condizioni necessarie per creare relazioni con gli altri, con il mondo e con Dio che siano pienamente autentiche. Nonostante le fatiche e le paure abbiamo sempre sentito Dio presente in questo percorso che ci ha ridonato una nuova consapevolezza della nostra umanità.
Serviamo
È stato un cammino che, incontro dopo incontro, ci ha portato a conoscere realtà diverse: luoghi in cui ci si prende cura di persone che vivono, o hanno vissuto, situazioni di fragilità, legate alla disabilità o a scelte di vita difficili.
È stata un’esperienza estremamente formativa, soprattutto dal punto di vista umano. Abbiamo avuto la fortuna di ascoltare le testimonianze di volontari che, con amore e dedizione, donano il loro tempo al prossimo. Attraverso le loro parole abbiamo potuto conoscere non solo le gioie e le difficoltà quotidiane delle comunità, ma soprattutto storie di vita: storie vere, intense, profonde, che hanno toccato corde dentro di noi.
Sono storie di amore, di coraggio, di errori, ma anche di paura e di speranza.
Non nascondo che, a volte, è stato difficile: perché non sempre è facile capire certe scelte, né trovare una spiegazione alla forza di chi, pur non vedendo la luce in fondo al tunnel, non si è arreso e ha continuato a cercarla…fino a trovarla.
Entrare in contatto con queste realtà ci ha portati a interrogarci su noi stessi e sul nostro ruolo nella società. Ci ha fatto riflettere su cosa significhi davvero essere presenti nella vita degli altri e su quanto sia importante abbattere i pregiudizi e le paure.
Serviamo è un percorso che dimostra quanto, quando l’uomo si unisce, possa davvero compiere grandi cose.
Serviamo è un cammino d’amore. Mettersi a servizio dell’altro può cambiare la vita degli altri e, prima di tutto, la nostra. Perché nel donare si riceve, se siamo disposti ad aprirci, ad accogliere, ad amare.
L’importante è non alzare muri, e non lasciarsi spaventare dalla diversità.
