Udite, udite! Qui c’è una grande notizia per tutti noi, come quella degli angeli a Natale e a Pasqua, e parla di Vita, di Luce. Il popolo che abitava nelle tenebre vide una GRANDE LUCE. Zàbulon e Néftali sono due luoghi abitati forse da persone talmente invischiate nel tran tran giornaliero da non riuscire a dare un senso e un gusto nuovi all’agire quotidiano, o alle relazioni, alla vita, come se fossero vuote, buie, chiuse.
Trovo la bellezza di questo testo nella parola “vedere”. Nonostante il buio qualcosa dentro si muove e vedono; sorge una luce interiore che mette in moto un cambiamento. Riesco a dare un nome alle mie “tenebre”? Il Signore mi offre molte opportunità che possono diventare grazia. Le colgo o continuo a perdere treni? Anche la vita di Gesù è stata un divenire e ha imparato dagli eventi che lo hanno provocato e dal dialogo continuo con il Padre.
Gesù ha portato la luce, ma non lo ha fatto da solo. Ha chiamato a sé gli apostoli perché stettero con Lui e assimilare la sua passione, la sua forma.
In questo tempo “malato” Gesù ci chiama a portare luce: mi prendo del tempo per ascoltare la sua voce? Quali piccole strategie posso attuare per migliorare il clima attorno a me? Un sorriso, un tono di voce sommesso.
Convertiti, cambia rotta … il Regno di Dio è vicino, è qui!
(Mt 4, 12-23)
suor Roberta Ceccotto
