Giovanni Battista è un uomo che ha inciso, tanto da costringere i Giudei a mandare sacerdoti e leviti per interrogarlo (da Gerusalemme sono 40 km, una “passeggiata”).
“Chi sei?”, “Sei tu …?”, “Che cosa dici di te stesso?”: un bombardamento sulla sua identità.
“Io sono voce di uno che grida nel deserto”.
Che senso ha gridare nel deserto? Chi lo ascolta?
No. Giovanni grida nel deserto della nostra mente e del nostro cuore.
Grida per smuovere l’accumulo di sabbia indurita, quel deposito di male, di indifferenza, di ferite, del “si è sempre fatto così” che immobilizza e intorpidisce l’anima e ci rende ciechi al bene, al bello e al buono che Dio ci dona, sempre.
Dio ha bisogno di proporsi a noi continuamente perché ci vuole bene, ci vuole felici, liberi.
Gesù viene! Cosa lasciare e come, per fare spazio?
(Gv 1,6-8.19-28)
suor Roberta Ceccotto