L’attesa è ricerca
«Che cosa dobbiamo fare?»
Questa domanda si ripete per più volte del vangelo di questa domenica di Avvento. È una domanda fatta da persone molto diverse tra loro ma tutte accumunate dall’attesa di qualcosa, di Qualcuno, che dia una svolta alla loro esistenza. Sono persone abitate dallo stesso interrogativo: «Cosa dobbiamo fare?». In loro c’è la consapevolezza che qualcosa sta per arrivare, una novità è alle porte e questo “smuove”, fa nascere il desiderio di attivarsi, di darsi da fare.
Sì, non si può attendere con le mani in mano. Questo tipo di attesa non ci lascia fermi ad aspettare, ci mette in ricerca, ci rende operativi.
Giovanni Battista risponde in modo personale a tutti coloro che vanno da lui con questa domanda nel cuore, in base alla loro situazione e condizione di vita. C’è però un filo conduttore comune in ciò che indica loro: fare per gli altri ciò che vorremmo fosse fatto a noi; questa è la strada che prepara la venuta del Dio con noi nelle nostre vite e nei luoghi che abitiamo.
Nella preghiera, nel silenzio, fai anche tu risuonare dentro di te questa domanda:
«E io, Signore, cosa devo fare?»
(Lc 3,10-18)
suor Chiara Zanconato