Com’è facile pensare che gli eventi negativi siano disgrazie, cioè mancanze di grazia, di aiuto da parte di Dio e capitino solo a chi si è comportato male, come una sorta di punizione, di castigo divino. Ma Gesù mi mette in guardia da questo pensiero perché “Dio ha mandato suo figlio non per condannare il mondo ma per salvare il mondo” (Gv 3,17).
Il male nel mondo c’è e può farmi male, ma ha l’ultima parola nella mia vita solo se gliela lascio. Se mi converto, sposto la mia attenzione, il mio sguardo, verso Dio e il mio modo di pensare e di agire assomiglia poco alla volta sempre più al suo, allora anche il male che mi colpisce non mi manda in rovina, ma diventa un’opportunità di vita nuova. In ogni situazione posso dare un nuovo significato, un nuovo senso alla mia vita. Sta a me scegliere.
Dove voglio puntare lo sguardo? Che senso do alla mia vita?
(Lc 13,1-9)
suor Paola Bazzotti