Gesù si presenta come il bel Pastore che si prende cura di tutte le creature perchè sue, le appartengono. Inoltre gli sta a cuore coltivare una relazione speciale con ciascuna persona, educandola ad ascoltarLo, conoscerLo e seguirLo.
Le pecore infatti sono conosciute perchè non è il loro amore per il Pastore o l’ascolto che loro hanno di lui che fonderà la sequela, ma la conoscenza che il Pastore ha di loro. L’iniziativa è del Pastore che promette una vita felice, gioia piena se restiamo uniti a Lui e ci lasciamo amare e trasformare da Lui.
Conosco bene invece tutta la fatica a fidarmi di Lui, a far morire l’uomo vecchio operante in me, a coltivare la relazione con Lui e a credere che la mia vita è davvero amata, salvata, protetta e custodita nelle Sue mani sempre. Allora mi nascono nel cuore questi interrogativi:
La mia conoscenza di Gesù si ferma ad un livello astratto o è un continuo abbandono perchè trasformi e guidi la mia vita?
Mi sento parte di questo gregge e non fuori o al di sopra del gregge?
(Gv 10,27-30)
suor Lucia Corradin
