Quante volte ho letto questo Vangelo: che cos’altro ha da dirmi? Niente se lo leggo con leggerezza, dedicandogli un tempo minimo tra tante altre cose; proprio perché non sono disposta a fare e a dare spazio, e nemmeno a lasciare che esso mi cambi dal di dentro.
Gesù oggi mi offre questo Cibo, il Vangelo e l’Eucaristia, che sono la sua vita donata fino all’estremo! Dio, l’Onnipotente e l’Eterno, si dona a me, proprio a me! Mi chiedo allora chi sono io per meritare questo? E come ricambiare tanto bene ricevuto?
Nel Vangelo trovo la risposta: Gesù parla del Regno di Dio e guarisce quanti avevano bisogno di cure e poi ci dice: “Voi stessi date loro da mangiare”. Io da sola? No, insieme come comunità, come fratelli, come cristiani! Gli apostoli hanno distribuito il pane insieme e insieme hanno raccolto.
Nel mio lavoro sono a contatto con persone che soffrono: hanno bisogno di cure, di attenzioni, di relazioni. Quanta fatica se soli. Ma quando mi trovo a condividere e a lavorare con un collega allora tutto prende una luce e vitalità diverse. La sofferenza fa meno male e diventa sostegno, amore, solidarietà, vicinanza.
Diamo voce e risposta a questo Dio impazzito d’amore per la sua creatura (dice Elisabetta Vendramini). Non siamo soli e il fratello ci aspetta! Gesù è vivo, è con noi, sempre.
Ricordiamo che dal nostro niente, cinque pani e due pesci, sono avanzate dodici ceste!
(Lc 9,11b-17)
suor Roberta Ceccotto

