Oggi è la festa della Santissima Trinità: un grande mistero che riguarda sia Dio che l’uomo.
La nostra fondatrice, Elisabetta Vendramini, nelle sue meditazioni, annota: “Come il sole è fatto per dar luce e risplendere, così l’uomo fu fatto solo per essere il dolce oggetto delle beneficenze divine”, e ancora: “Grandi esseri siamo per essere ab aeterno stati il dolce pensiero dell’augusta Trinità”.
Ho nel cuore le parole della Genesi: “Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza”; e nella prima lettura, dal libro dei Proverbi, si legge che la Sapienza di Dio ha posto le sue delizie tra i figli dell’uomo. Gesù aggiunge: “Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso”. In Dio Trinità vedo unicità nelle relazioni e unità d’intenti nel forte desiderio di comunicarsi all’uomo, di renderlo pienamente partecipe della sua realtà, come figli ed eredi.
Allora perché non tracciare sul nostro corpo, ogni mattina, questo bellissimo segno d’amore che è il Segno della Croce? Dio prende in consegna tutta la nostra persona con le nostre realtà più profonde, interiori, le nostre relazioni, e le trasfigura.
Mi chiedo allora: guardo quanto Dio, ogni giorno, fa per me? Lo ringrazio? In che modo ricambio?
Egli conosce le nostre fragilità e accetta anche la nostra fatica di riconoscerlo e di volergli bene.
(Gv 16, 12-15)
suor Roberta Ceccotto