Sulla croce, deriso, insultato: eccolo qui il nostro Re! Eppure in quella che ai miei occhi può sembrare la condizione più bassa che un uomo possa trovarsi ad abitare, si rivela l’altezza e l’immensità del mio Dio. Perché è vero: il Creatore è sulla croce, deriso, insultato ma non lascia che tutto questo male abbia l’ultima parola. Sceglie di continuare ad amare la sua creatura e a guardarla con compassione, se ne prende cura fino alla fine e gli dona la salvezza consegnando tutto sé stesso.
Da quel patibolo di morte Gesù mi insegna come vivere: amando e servendo.
In cammino accanto a quella piccola parte di popolo e di Regno che mi viene affidata; sempre attenta alle ferite che hanno bisogno di cure e ai desideri che chiedono fiducia e sostegno, pronta a fare la mia parte; capace di perdonare perché perdonata, di amare perché amata.
Oggi più che mai è prezioso fare mio questo insegnamento del Signore nella concretezza della vita perché, in un mondo segnato da guerre, violenze, ingiustizie, egoismo, prevaricazioni, continui a restar viva la speranza che una fraternità umana è ancora possibile.
E tu, guardando al nostro Re, quali gesti di amore e di fraternità puoi compiere oggi affinché venga il suo Regno?
(Lc 23,35-43)
suor Annamaria Saponara
