Gesù si avvicina al gruppo di pescatori e chiede di trovare posto, non su una barca, ma sulla barca di Simone. Quale onore lasciar sedere il Maestro sulla propria barca! Gesù, sedendosi, “tocca” il mondo di Simone, rendendosi a lui familiare.
È chiaro: Simon Pietro si sente attratto da Gesù, dalle sue parole, dai suoi prodigi, ma il miracolo della pesca è sin troppo grande, lo supera proprio nel punto in cui la sua esperienza era indiscutibile. Proprio qui, Gesù entra in dialogo con lui.
Simone, uomo concreto fa due conti: non si sente all’altezza di stare al fianco del Maestro e lo mette in guardia: «Signore, allontanati da me – si sarà chiesto: possibile che Gesù non mi conosca fino in fondo? -, perché sono un peccatore».
La simpatia di Gesù per il pescatore di Galilea cresce proprio per questo suo coraggio di riconoscersi e confessare di essere un “peccatore”. La sincerità del cuore, piace molto a Gesù che lo elegge a “pescatore di uomini”.
Accade anche a me di ascoltare Gesù, di prestargli il bordo della mia barca, ossia della mia vita, ma di non voler avvicinarmi troppo, del tutto, a lui?
(Lc 5,1-11)
suor Marilena Carraro