Un lebbroso va incontro a Gesù, consapevole che lui fosse l’unica persona giusta a cui chiedere di essere purificato dalla sua malattia. Viene sanato nella più totale gratuità.
Il malato di lebbra «lo supplicava in ginocchio». Se ciò che chiedi a Gesù viene dalle tue profondità e lo esprimi con tutta la tua persona, in un atteggiamento di fiducia, Gesù risponde, si china verso di te, perché gli sta a cuore ciò che tu vivi, le tue ansie, i tuoi dolori, le tue ferite. E ti vuole bene per te, non per se stesso: «va’» dice al lebbroso e a me, perché mi vuole felice e libera da ciò che mi esclude, mi blocca e impedisce la mia realizzazione nell’amore.
Anche S. Francesco incontra un lebbroso e nella compassione per lui, impara la compassione per se stesso dando avvio ad un processo di liberazione dalle false immagini che aveva di sé.
Prova a dare un nome a ciò che ti fa soffrire e ti blocca… e grida a Dio la tua pena!
(Mc 1,40-45)
suor Emiliana Norbiato