Meditando su questo brano, il primo pensiero che ho fatto è stato “Gesù mi chiede di più”, un fare quasi spinto, forse mi sta chiedendo di fare leva sulla mia volontà? Io leggo la Parola e la Parola legge la mia vita, mi ripeteva spesso un caro sacerdote: e penso quindi che Gesù non mi chieda uno sforzo di volontà, per essere Anna all’ennesima potenza, ma mi chiede un cammino di profondità e di realtà molto più esigente.
Le relazioni quotidiane, le reazioni agli eventi, quelle cose molto spicce che capitano a tutti in famiglia, nel luogo di lavoro, con gli amici, lì mi “gioco” i comandamenti: nel parlare male di una persona, nel farmi giustizia senza il rispetto dell’altro, nel parlare vuoto e sconclusionato.
Gesù sei il Maestro! Non perché punti il dito in maniera giudicante, ma perché indichi il cammino diritto per la santità quotidiana! Lo percorriamo insieme?
(Mt 5, 17-37)
suor Anna Pontarin
