2026, ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.
Un tempo di grazia a conclusione del percorso iniziato nel 2023 con la memoria della Regola bollata e del presepe di Greccio, proseguito nel 2024 con il ricordo delle Stimmate e nel 2025 la memoria del Cantico delle Creature.
A partire da queste esperienze, cosa Francesco avrebbe suggerito ai giovani in ricerca e agli adulti che li accompagnano?
Comincia da una domanda e nel discernimento scegli alcune regole da seguire.
«Signore, che cosa vuoi che io faccia?» (FF 1401). Francesco era un giovane simile ai giovani di oggi per sete di verità, sogni, desiderio di successo e felicità. È un atto di cura aiutare i giovani a porsi domande utili per scegliere il proprio miglior modo di amare. Ed è importante, seppur a volte scomodo, indicare percorsi seri, con regole precise per non perdere la strada e camminare con le proprie domande dietro a Gesù.
Fai silenzio ed esci da te stesso. Ormai lo dicono tutti che è necessario, ma pochi scelgono di fare silenzio, perché è difficile immersi come siamo in notifiche, Spotify h24 e serie tv. È difficile perché nel silenzio emergono i dolori, le fatiche. Dobbiamo stare accanto ai giovani mentre fanno contatto con le proprie ferite, così come è importante accompagnarli all’incontro con le altrui fragilità, uscendo da sé stessi per “entrare” in luoghi nei quali Dio parla e si rivela.
Chiediti dove trovi la vera gioia e canta la tua gratitudine.
Francesco, passo dopo passo, scoprì che la gioia non era data dalle ricchezze e dagli applausi, ma nel lasciarsi amare da Dio e a sua volta amare Cristo e i fratelli. È un grande dono quando, nell’accompagnamento dei giovani, ascolto parole di vita che sgorgano da esperienze che fanno sentire vivi e si sperimenta la gioia profonda che è spesso una traccia della chiamata di Dio. Lì è il tempo per ringraziare, cantando la sua bontà.
Cammina in compagnia ma abbi il coraggio di fare un passo personale.
Francesco amava stare solo con il Signore, ma ha sempre voluto attorno a sé dei fratelli con cui condividere la fede e ha chiesto pareri anche autorevoli di fronte a scelte da compiere. Rischiando di essere noiosa, invito sempre i giovani che incontro a confrontarsi con una persona adulta nella fede e nell’umanità, per guardare insieme dove il Signore sta conducendo. E noi abbiamo il compito di spronare i giovani a fare dei passi in avanti, ad attraversare le normali paure, dando fiducia. Dio illumina la strada mentre la percorriamo e ci conduce dove possiamo essere veramente noi stessi, nel dono di sé.
suor Barbara Danesi

